<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Cantina Josto Puddu





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Il Cannonau è il vitigno rosso più diffuso in Sardegna: esso è presente
in ambito regionale con una percentuale pari al 24%, ma arriva al 62% nella provincia di Nuoro. Proprio per questa ragione il vino omonimo è il vino sardo più noto e può essere considerato veramente, così come afferma il Vitagliano, “il vino dei sardi”. E come tale ha goduto di un’ampia letteratura che va dalle citazioni del Gemelli che inserisce il “Canonao” tra i vini abboccati, al La Marmora che parla della “gagliardia dei vini di Ogliastra”, per finire con l’ode al “Nepente di Oliena” scritta da Gabriele D’Annunzio.
Il Cannonau è un vitigno di sicura provenienza spagnola, che viene assimilato al “Canonazo” sivigliano, al “Granaxa” aragonese e al “Grenache” francese. In Sardegna è presente in circa 14.000 ettari ed è conosciuto anche con diversi sinonimi e voci dialettali: Manca dell’Arca lo chiama “Canonadu” e “Redagliadu nieddu”, il Cara parla di “Retagliadu nieddu”, così come il Cettolini che riporta per il “Canonau” il sinonimo sassarese “Ritagliaddu nieddu” e quello gallurese “Cannonatu”. Il Moris lo definisce Vitis praestans. Il Cannonau viene utilizzato per ottenere l’omonimo vino DOC “Cannonau di Sardegna” nelle sue diverse tipologie e sottodenominazioni: “Oliena” o “Nepente di Oliena”, “Jerzu” e “Capo Ferrato”, ma entra anche in numerosi uvaggi per vini rossi a indicazione geografica o di fantasia o DOC come il “Mandrolisai”.

 
   
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