|
|
|
|
Il vitigno
rosso Monica è uno dei vitigni sardi più antichi,
ed è diffuso, anche se con percentuali diverse, in tutte le province
sarde, in cui risulta complessivamente presente con una frequenza pari
al 13%. La sua origine è controversa: una delle tesi più probanti è che
sia giunto in Sardegna intorno all’XI secolo, quando i monaci camaldolesi
iniziarono a coltivare i terreni attorno ai loro conventi, da cui il nome
con cui è conosciuto; ma può anche essere stato introdotto
in epoca aragonese ed infatti in qualche zona esso viene chiamato “Monica
di Spagna” o “uva Mora”. Secondo il Gemelli da esso viene
ottenuto “un prestantissimo vino, detto monaca, dal nome dell’uva”.
Il Moris la definisce Vitis nectarea. Il vitigno Monica è sempre
presente nell’ampelografia sarda, anche se spesso con diverse sinonimie:
così il Gemelli, come già riferito, parla di Monaca, il Seletti
di Moncia, mentre il Cettolini riporta le voci dialettali: Niedda mora,
Mora di Spagna e riferisce che nel Sassarese è conosciuto col sinonimo
di Pascale sardu.
Viene usato sia da solo per ottenere l’omonimo vino DOC, “Monica
di Sardegna” se proveniente da allevamento espanso o “Monica
di Cagliari”, nelle diverse tipologie, se proveniente dal classico
alberello
latino sia in uvaggio con il Bovale sardo e il Cannonau per il DOC “Mandrolisai” o,
più spesso, in unione ad altre varietà locali per ottenere
dei pregevoli vini con nomi di fantasia o ad indicazione geografica.
|
|